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Benvenuti al nuovo contest di scrittura Halloween "Una Notte Incerta" del TiL. In occasione della festa di Halloween mi sembrava più che giusto proporre un bel contest di scrittura!! Spero partecipiate in molti.
In questo contest, molto semplice e divertente, dovrete continuare questa poche righe che vi posto, cercando ci creare una storia ricca di suspense e mistero! La storia non deve necessariamente essere paurosa, avete campo libero.
CITAZIONE
La luce della luna filtrava appena tra gli assi della finestra sbarrata. Raggomitolata nell'angolo più buio, con le mani che stringevano nervosamente le ginocchia vicino al petto, speravo con tutta me stessa che non mi avrebbe trovata. Il mio respiro, affannato e tremante, si condensava nella stanza per poi sparire dopo pochi secondi. Il mio vestito, speigazzato e strappato, era ormai sporco e logoro per la fuga.Fu allora quando presi un lembo tra le mani, che sentii dietro di me lo scricchioliò del pavimento. Era li,in quella stanza, ne ero sicura era lui, ed era venuto per me....
Obblighi: Per poter partecipare bisogna essersi iscritti (e precedentemente presentati nella sezione welcome) Minimo 3 partecipanti Il racconto non deve superare le 2 pagine di Word, font Calibri 11 Si consegna Giovedì 29 Ottobre. Postate qui gli elaborati sotto spoiler
Tesserino da aggiungere obbligatoriamente in firma:
CODICE
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Per qualsiasi chiarimento chiedete pure! Buona fortuna e che lo spirito horror di Halloweeen sia con voi!
La luce della luna filtrava appena tra gli assi della finestra sbarrata. Raggomitolata nell'angolo più buio, con le mani che stringevano nervosamente le ginocchia vicino al petto, speravo con tutta me stessa che non mi avrebbe trovata. Il mio respiro, affannato e tremante, si condensava nella stanza per poi sparire dopo pochi secondi. Il mio vestito, spiegazzato e strappato, era ormai sporco e logoro per la fuga .Fu allora quando presi un lembo tra le mani, che sentii dietro di me lo scricchiolò del pavimento. Era li,in quella stanza, ne ero sicura era lui, ed era venuto per me. La paura bloccava ogni mio movimento. Cercai di non guardare il corpo ormai straziato di Kate che giaceva al centro della stanza. Il volto immerso in una pozza di sangue, era rivolto proprio dalla mia parte. Mi sforzi di non pensarci, sapevo per certo, che avrei dato di stomaco alla vista di quello spettacolo raccapricciante . Nessun rumore, nessuna emozione mi era consentita in quello stato. Ero stanca e spaventata. Avevo corso per tutta la notte tra le strade della città ormai deserta. Quando ormai avevo abbandonata ogni speranza, un fracasso ruppe il silenzio che aleggiava nella casa. Le assi della finestra vicino me, furono rotte dall’esterno, ricadendo sul parquet tarlato e dissestato , il cui rumore echeggiò fin sulle scale . Qualcosa o qualcuno cercava di entrare. Nel pallido chiarore della luna, riconobbi il viso familiare e allarmato di Dilan che con la mano protesa verso di me mi invitò a scappare. Scattai dal pavimento polveroso in tutta la fretta, sollevando una scia di microscopiche particelle . Mi guardai attorno sospettosa per sapere se avevo via libera, ma nell’oscurità della stanza, non vidi nulla. Un verso cupo e profondo si levò dalla parte opposta della stanza, non appena varcai la soglia della finestra. Saltai ed atterrai distrattamente su un cespuglio di rose secche tra le braccia forti del mio salvatore. Iniziammo a correre,mano nella mano, i nostri respiri affannati si divennero un tutt’uno. Vidi il terrore negli occhi di Dilan, lo stesso terrore che sicuramente avrei visto nei miei se mi fossi specchiata. Sentivo i suoi passi pesanti dietro di noi, a pochi metri, ma non avevo il coraggio di voltarmi per controllare. Tra breve ci avrebbe raggiunti e di noi non sarebbe rimasto nulla. La nebbia fitta che si stava cospargendo, mi copriva la visuale. Londra era dannatamente nebbiosa in quel periodo dell’anno. Non avevo la più pallida idea di dove fossimo arrivati. Vicino alla Chiesa di Sant Carl? O vicino il vecchio mulino? Non ne avevo idea. L’unico pensiero che si affollava nella mia mente era quello di scappare. Eravamo finiti nei guai per quella stupida idea, ed ora pagavamo le conseguenze. Sentivo il freddo dell’aria graffiarmi il viso durante la corsa,e poi giù per la gola, bruciando fin dentro i polmoni. Il senso si impotenza si fece largo tra i ricordi confusi di quella sera. La festa, gli amici, la musica, l’alcool, e…quello stupido libro. Cercai di ricordare le parole di avvertimento incise sulla prima pagina. Parole a cui non dammo retta, ansi, ci scherzai su con gli altri ,mentre sfogliavamo il libro rivestito di cuoio rosso e dalle rilegature dorate appartenenti sicuramente ad un’altra epoca, ben lontana dalla nostra. Già gli altri. Adesso tutti le persone che conoscevo erano morte. Inutilmente morte. Decisi che almeno la mia, di morte, doveva avere un significato, porre fine a cioè che avevamo scatenato,e liberato inconsciamente da secoli di prigionia. Il libro in questione, era stato trovato da Kate nella libreria del college, tra i libri tenuti sotto chiave dal rettore Dikkins. Tutti sapevamo che il rettore,oltre ad avere una vita sociale inesistente e un orribile parrucchino color melanzana sulla testa, aveva una spiccata predilezione per l’occulto . Sottrarre il libro era stato un gioco da ragazzi. La notte di Halloween nessuno avrebbe badato a dei ragazzi mascherati che si aggiravano per il campus. Secondo il libro, leggendo le parole del “risveglio” all’interno di un cerchio formato da candele,l’uomo nero, sarebbe emerso dal buio eterno per ubbidire ad ogni nostro desiderio. Non so cosa funzionò e cosa no. Comunque dopo pochi secondi andò via la corrente,un colpo di vento spense le candele, e così tra lo spavento iniziale per la suggestione e le risate che seguirono, si scatenò l’inevitabile. Al solo ricordo, sentivo ancora nelle orecchie l’urlo disumano che esplose dal libro,a cui seguirono le urla di orrore e paura dei miei amici. Fu allora che sentii il rintocco delle campane, era quasi mezzanotte, avevamo poco tempo per agire. Dovevamo bruciare il libro in un luogo illuminato, solo allora avremmo distrutto quell’essere che aveva spiattellato i miei compagni. Capii che Dilan mi aveva letto nel pensiero, perché tra la foschia intravidi la sagoma del faro sulla costa. Giunti alla porta del faro, non avevo più fiato. La gola era letteralmente riarsa per la corsa. Dilan cercò di forzare la serratura, ma con la luce fioca del display del cellulare la visibilità era davvero limitata. Sentivamo il respiro agghiacciante di quell’essere a pochi passi noi. Ci avrebbe preso, lo sapevamo. Il battito del mio cuore accelerò vertiginosamente, le mani iniziarono a tremare e a sudare freddo. Mi aggrappai al braccio di Dilan, riponendo le mie speranze nelle sue doti da scassinatore. Quando riuscì nella sua impresa, salimmo di corsa le scale,eravamo quasi arrivati al piano superiore, quello in cui c’era la luce, quando qualcosa si avvinghiò alla caviglia. L’uomo nera mi aveva preso. Dilan cercò di liberarmi, puntò la luce del cellulare su quell’essere per scacciarlo, ma tra la colluttazione il cellulare cadde per le scale andando in mille pezzi. L’ultima cosa che ricordo, fu il rumore dei frammenti del cellulare mentre ricadevano sui gradini. Il mio scopo da allora, è quello di aspettare l’uomo nero. L’unica cosa che posso dirvi, è di non restare al buio la notte di halloween,perché c’è qualcuno pronto a prendervi non appena girate le spalle. Sara
La luce della luna filtrava appena tra gli assi della finestra sbarrata. Raggomitolata nell'angolo più buio, con le mani che stringevano nervosamente le ginocchia vicino al petto, speravo con tutta me stessa che non mi avrebbe trovata. Il mio respiro, affannato e tremante, si condensava nella stanza per poi sparire dopo pochi secondi. Il mio vestito, spiegazzato e strappato, era ormai sporco e logoro per la fuga. Fu allora quando presi un lembo tra le mani, che sentii dietro di me lo scricchiolio del pavimento. Era lì,in quella stanza, ne ero sicura era lui, ed era venuto per me....
Sentii il suo passo felpato farsi sempre più presente, mentre il fruscio del suo mantello accompagnava la sua eterea figura in quella lenta attesa. Pochi istanti e mi avrebbe trovata, ne ero certa. Pochi istanti che mi parvero infiniti, mentre con la medesima cadenza abbassava ed alzava il piede. Ogni fibra del mio essere mi gridava di fuggire di strisciare furtiva nell’ombra, nascondendomi dietro a qualche mobile, ma le gambe non volevano dargli retta. In ginocchio sul pavimento impolverato, ansimante e pervasa da brividi che solo lui sapeva spaventosamente darmi, rimanevo immobile, in silenzio. Non avevo intenzione di fare rumore, ma ero certa riuscisse a percepire il battito frenetico del mio cuore ed il mio respiro affaticato dalla corsa. Per quanto avessi tentato lui mi avrebbe inseguita senza sosta, ma io non sarei riuscita a sfuggirgli in eterno ... La sagoma nera avanzò ancora ed io finii col premermi ancor più al muro … avrei voluto attraversarlo come un fantasma, ma le mie carni erano fin troppo vive ed il sangue che vi scorreva fin troppo vispo. Doveva trovarlo eccitante il mio corpo, fasciato in quella morbida stoffa rossa, così allusiva ed appariscente. Le mie mani, i miei fianchi, le mie labbra, il mio collo … mi aveva puntato ed ora non avevo scampo. Strinsi ancor di più la stoffa fra le mani, quasi con rancore. “Vuoi dargliela vinta così? Vuoi che il gioco finisca?” mi ripetei, raccogliendo la poca dignità che mi restava. Attesi un altro suo passo e con la schiena ben salda al muro mi alzai. Fu allora che le nuvole mi tradirono, lasciando trapelare molti più raggi di luna. Prepotenti trapassarono il vetro e le sbarre della finestra, illuminando la stanza e chi era al suo interno. Fui io ad essere svelata per prima … I capelli spettinati, la cipria esagerata, le labbra rigorosamente dipinte di rosso e le unghie laccate … Mi mossi ed il mio vestito ondeggiò leggero, mostrando i vari strappi e brandelli che l’ornavano … Dovevo apparirgli deliziosa. Poi la luce me lo rivelò, proprio come lo ricordavo … I capelli neri e liscissimi, le labbra sottili e ghignanti, gli occhi terribili e rossi che solo quella sera possedeva … “Credevo di aver perduto la mia dama …” alluse tendendomi la mano pallida e forte. “Io speravo di sfuggirvi!” ammisi a sproposito, ma non ero più così lucida da soppesare le parole. Avevo la gola secca mentre lo dicevo, tanto da bruciare. Ero stufa di correre … “Per mia fortuna non ci siete riuscita!”sorrise ritraendo la mano e avanzando di ancora qualche passo. Il suo corpo era una sinfonia di sensazioni per me, il suo odore, la sua sicurezza ed audacia erano un richiamo ad andargli incontro, a smettere di resistere all’impulso … Sentii pervadermi di quel fuoco che altre volte mi aveva alimentato … Mi cinse la vita e mi trasse a sé, guardandomi negli occhi. Non voleva fuggissi, ma non lo avrei fatto comunque. Il mio istinto era troppo forte per essere combattuto … Mi abbandonai a quella stretta, mentre lui si chinava su di me. Mi sfiorò le labbra un tocco quasi innaturale per me e freddo, ma terribilmente irresistibile. Mi spinsi verso di lui per sentirle interamente sulle mie e me lo concesse. Aveva un sapore magnifico e per un istante placò la mia sete. Le succhiai per alcuni istanti prima di staccarci. Risi divertita appena ci riguardammo. “Credevo che Dracula mi avrebbe baciata sul collo!” lo provocai com’era mio solito. “Ooooooooh, ora capisco perché ti sei vestita da damima indifesa!” rispose subito. “Secondo te perché ho tutti questi strappi? Volevo rendere il tutto più veritiero!” sorrisi. “Allora ti farà piacere sapere che queste lenti a contatto mi stanno uccidendo … tutto per la tua veridicità!” rispose, sbattendo la palpebra ripetutamente. “Se ti dava così fastidio potevi andarci con qualcun’altra alla festa in maschera.” Mi staccai offesa, ma ero certa si sarebbe fatto perdonare … “Nessun’altra sarebbe stata la degna sposa del Conte di Transilvania!” enfatizzò, giocando con mantello e canini fasulli. Non riuscii a contenermi! Dipingere così un vampiro era troppo divertente, una parodia fin troppo irresistibile se non offensiva, decisamente stupida. Sorrisi con sguardo malizioso ... “Sarebbe stato comprensibile comunque, in fondo non mi conosci così bene come le tue compagne di classe!” lo vidi pensarci, mentre io rammentavo quel nostro primo incontro in una sera nebbiosa …
C’era una fiera in città ed era stracolma di gente da ogni dove. Adoravo le piccole bancarelle di artigianato, più i manufatti erano antichi più li sentivo miei … Fu allora che quel giovane mi rivolse la parola, commentando l’oggetto che stavo osservando. “Splendido anello … è dell’ ‘800?” mi chiese invadente. “‘700 per l’esattezza!” lo corressi, mentre controllavo si trattasse di quel pezzo che cercavo. Mentre lo compravo, certa del suo valore, mi perseguitò di chiacchiere assurde e poi mi fece la domanda fatidica. Quella che a me non si dovrebbe mai fare … Mi chiese di uscire: “Ti va di venire a mangiare un boccone con me, adesso?” Lo guardai male e poi gli risposi distrattamente. “Per tua fortuna ho già mangiato!” esclamai, cercando di levarmelo di torno. Approfittai di un suo attimo di distrazione per dileguarmi … “Vuoi dire per mia sfortu …” un attimo e puff ero nebbia. Chi avrebbe mai sospettato lo avrei rivisto e che alla fine lo avrei trovato “appetitoso”. La “fame” fa brutti scherzi …
“Tutto di te mi attrae … non riesco a starti lontano …” quelle parole accentuarono la mia voglia di lui. Era così dolce ed ingenuo … Un esserino così fragile ed indifeso … Mi limitai a sorridere contenendomi, accarezzandogli la guancia. “Torniamo nel salone, a quest’ora tutti i cavalieri avranno acchiappato la loro dama.” Lui annuì. Il gioco doveva essersi concluso. “Sì, andiamo!” disse voltandosi. Gli concessi qualche passo di vantaggio … fin troppo facile … La mia gola era riarsa, bramava terribilmente d’essere dissetata. Mi lasciai pervadere dall’euforia, mentre le mie iridi si riempivano del colore del mio desiderio. Rosso un rosso sangue … Sorrisi, mentre i canini, improvvisamente zanne, risplendettero. “Lilith, allora non vieni?”la mia preda si era voltata ignara e tutto quello che ricevette in risposta fu un’altra domanda … “Dolcetto o scherzetto?” sibilai affamata, mentre le nuvole ridivenivano mie alleate … La risposta fu un urlo nelle tenebre, in una notte dove la luna si tinse di rosso … La preda era diventata cacciatrice … Una trappola fin troppo semplice …
Lo so che non sta bene giocare con il cibo, ma ad Halloween tutto è concesso a noi figli delle tenebre … Questa è la nostra notte ed anche io volevo le mie caramelle!
Edited by darkly_kya - 22/11/2009, 18:58
...Esistono dei giorni che rimarranno indimenticabili per tutta la tua vita.Non potrai mai scordarli. Non ce la fai tu.. Non ce la fa la tua mente..ma soprattutto non ce la fa il tuo cuore.. Giorni che vorresti rivivere ancora…Tornare indietro nel tempo e provare di nuove le stesse forti emozioni che li hanno resi unici.. diversi dagli altri.. impossibili da scordare..Li rivivi nelle foto e in quelle canzoni...Capirai di non poterli cancellare..sono indelebili..capirai di non poterli dimenticare..fanno parte di te…
...era il paradiso al centro esatto dell'inferno..
"...Ecco il legame di cui avevo bisogno ..la prova per quanto remota,che da qualche parte nello stesso mondo in cui vivevo io LUI esisteva.."
"..Ottobre, novembre, dicembre, gennaio...il tempo passa.Passa anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera diseguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa.Anche per me".
"..ChiUnQuE abBia mAi AmAtO pOrTa uNa CicAtRicE... " (De Musset)
"Tu mi ami" dissi meravigliata. La sensazione di certezza e convinzione mi assalì di nuovo. Malgrado l'ansia nel suo sguardo, sfoderò il sorriso sghembo che tanto adoravo. "E' così, davvero" Il mio cuore si gonfiò a tal punto da rischiare di esplodere. Mi riempì il petto, mi lasciò senza fiato. Mi desiderava davvero come desideravo lui: per sempre.
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Ti aggiungo davvero con piacere Kira!!
...Esistono dei giorni che rimarranno indimenticabili per tutta la tua vita.Non potrai mai scordarli. Non ce la fai tu.. Non ce la fa la tua mente..ma soprattutto non ce la fa il tuo cuore.. Giorni che vorresti rivivere ancora…Tornare indietro nel tempo e provare di nuove le stesse forti emozioni che li hanno resi unici.. diversi dagli altri.. impossibili da scordare..Li rivivi nelle foto e in quelle canzoni...Capirai di non poterli cancellare..sono indelebili..capirai di non poterli dimenticare..fanno parte di te…
...era il paradiso al centro esatto dell'inferno..
"...Ecco il legame di cui avevo bisogno ..la prova per quanto remota,che da qualche parte nello stesso mondo in cui vivevo io LUI esisteva.."
"..Ottobre, novembre, dicembre, gennaio...il tempo passa.Passa anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera diseguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa.Anche per me".
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"Tu mi ami" dissi meravigliata. La sensazione di certezza e convinzione mi assalì di nuovo. Malgrado l'ansia nel suo sguardo, sfoderò il sorriso sghembo che tanto adoravo. "E' così, davvero" Il mio cuore si gonfiò a tal punto da rischiare di esplodere. Mi riempì il petto, mi lasciò senza fiato. Mi desiderava davvero come desideravo lui: per sempre.
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Benissimo Vanessa! Aggiunta!
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...era il paradiso al centro esatto dell'inferno..
"...Ecco il legame di cui avevo bisogno ..la prova per quanto remota,che da qualche parte nello stesso mondo in cui vivevo io LUI esisteva.."
"..Ottobre, novembre, dicembre, gennaio...il tempo passa.Passa anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera diseguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa.Anche per me".
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"Tu mi ami" dissi meravigliata. La sensazione di certezza e convinzione mi assalì di nuovo. Malgrado l'ansia nel suo sguardo, sfoderò il sorriso sghembo che tanto adoravo. "E' così, davvero" Il mio cuore si gonfiò a tal punto da rischiare di esplodere. Mi riempì il petto, mi lasciò senza fiato. Mi desiderava davvero come desideravo lui: per sempre.
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Entro il 29 a mezzanotte Kya!! Cmq se c'è qlc problema puoi consegnare anche il 30! Basta che avverti qui!^^
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"...Ecco il legame di cui avevo bisogno ..la prova per quanto remota,che da qualche parte nello stesso mondo in cui vivevo io LUI esisteva.."
"..Ottobre, novembre, dicembre, gennaio...il tempo passa.Passa anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera diseguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa.Anche per me".
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"Tu mi ami" dissi meravigliata. La sensazione di certezza e convinzione mi assalì di nuovo. Malgrado l'ansia nel suo sguardo, sfoderò il sorriso sghembo che tanto adoravo. "E' così, davvero" Il mio cuore si gonfiò a tal punto da rischiare di esplodere. Mi riempì il petto, mi lasciò senza fiato. Mi desiderava davvero come desideravo lui: per sempre.
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Ma certo! puoi postarlo quando vuoi!! ^^ Credo che ttra oggi e domani lo posto anche io!! Che bello, finalmente riusciamo a fare un contest di scrittura!
...Esistono dei giorni che rimarranno indimenticabili per tutta la tua vita.Non potrai mai scordarli. Non ce la fai tu.. Non ce la fa la tua mente..ma soprattutto non ce la fa il tuo cuore.. Giorni che vorresti rivivere ancora…Tornare indietro nel tempo e provare di nuove le stesse forti emozioni che li hanno resi unici.. diversi dagli altri.. impossibili da scordare..Li rivivi nelle foto e in quelle canzoni...Capirai di non poterli cancellare..sono indelebili..capirai di non poterli dimenticare..fanno parte di te…
...era il paradiso al centro esatto dell'inferno..
"...Ecco il legame di cui avevo bisogno ..la prova per quanto remota,che da qualche parte nello stesso mondo in cui vivevo io LUI esisteva.."
"..Ottobre, novembre, dicembre, gennaio...il tempo passa.Passa anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera diseguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa.Anche per me".
"..ChiUnQuE abBia mAi AmAtO pOrTa uNa CicAtRicE... " (De Musset)
"Tu mi ami" dissi meravigliata. La sensazione di certezza e convinzione mi assalì di nuovo. Malgrado l'ansia nel suo sguardo, sfoderò il sorriso sghembo che tanto adoravo. "E' così, davvero" Il mio cuore si gonfiò a tal punto da rischiare di esplodere. Mi riempì il petto, mi lasciò senza fiato. Mi desiderava davvero come desideravo lui: per sempre.
La luce della luna filtrava appena tra gli assi della finestra sbarrata. Raggomitolata nell'angolo più buio, con le mani che stringevano nervosamente le ginocchia vicino al petto, speravo con tutta me stessa che non mi avrebbe trovata. Il mio respiro, affannato e tremante, si condensava nella stanza per poi sparire dopo pochi secondi. Il mio vestito, spiegazzato e strappato, era ormai sporco e logoro per la fuga. Fu allora quando presi un lembo tra le mani, che sentii dietro di me lo scricchiolio del pavimento. Era lì,in quella stanza, ne ero sicura era lui, ed era venuto per me....
Sentii il suo passo felpato farsi sempre più presente, mentre il fruscio del suo mantello accompagnava la sua eterea figura in quella lenta attesa. Pochi istanti e mi avrebbe trovata, ne ero certa. Pochi istanti che mi parvero infiniti, mentre con la medesima cadenza abbassava ed alzava il piede. Ogni fibra del mio essere mi gridava di fuggire di strisciare furtiva nell’ombra, nascondendomi dietro a qualche mobile, ma le gambe non volevano dargli retta. In ginocchio sul pavimento impolverato, ansimante e pervasa da brividi che solo lui sapeva spaventosamente darmi, rimanevo immobile, in silenzio. Non avevo intenzione di fare rumore, ma ero certa riuscisse a percepire il battito frenetico del mio cuore ed il mio respiro affaticato dalla corsa. Per quanto avessi tentato lui mi avrebbe inseguita senza sosta, ma io non sarei riuscita a sfuggirgli in eterno ... La sagoma nera avanzò ancora ed io finii col premermi ancor più al muro … avrei voluto attraversarlo come un fantasma, ma le mie carni erano fin troppo vive ed il sangue che vi scorreva fin troppo vispo. Doveva trovarlo eccitante il mio corpo, fasciato in quella morbida stoffa rossa, così allusiva ed appariscente. Le mie mani, i miei fianchi, le mie labbra, il mio collo … mi aveva puntato ed ora non avevo scampo. Strinsi ancor di più la stoffa fra le mani, quasi con rancore. “Vuoi dargliela vinta così? Vuoi che il gioco finisca?” mi ripetei, raccogliendo la poca dignità che mi restava. Attesi un altro suo passo e con la schiena ben salda al muro mi alzai. Fu allora che le nuvole mi tradirono, lasciando trapelare molti più raggi di luna. Prepotenti trapassarono il vetro e le sbarre della finestra, illuminando la stanza e chi era al suo interno. Fui io ad essere svelata per prima … I capelli spettinati, la cipria esagerata, le labbra rigorosamente dipinte di rosso e le unghie laccate … Mi mossi ed il mio vestito ondeggiò leggero, mostrando i vari strappi e brandelli che l’ornavano … Dovevo apparirgli deliziosa. Poi la luce me lo rivelò, proprio come lo ricordavo … I capelli neri e liscissimi, le labbra sottili e ghignanti, gli occhi terribili e rossi che solo quella sera possedeva … “Credevo di aver perduto la mia dama …” alluse tendendomi la mano pallida e forte. “Io speravo di sfuggirvi!” ammisi a sproposito, ma non ero più così lucida da soppesare le parole. Avevo la gola secca mentre lo dicevo, tanto da bruciare. Ero stufa di correre … “Per mia fortuna non ci siete riuscita!”sorrise ritraendo la mano e avanzando di ancora qualche passo. Il suo corpo era una sinfonia di sensazioni per me, il suo odore, la sua sicurezza ed audacia erano un richiamo ad andargli incontro, a smettere di resistere all’impulso … Sentii pervadermi di quel fuoco che altre volte mi aveva alimentato … Mi cinse la vita e mi trasse a sé, guardandomi negli occhi. Non voleva fuggissi, ma non lo avrei fatto comunque. Il mio istinto era troppo forte per essere combattuto … Mi abbandonai a quella stretta, mentre lui si chinava su di me. Mi sfiorò le labbra un tocco quasi innaturale per me e freddo, ma terribilmente irresistibile. Mi spinsi verso di lui per sentirle interamente sulle mie e me lo concesse. Aveva un sapore magnifico e per un istante placò la mia sete. Le succhiai per alcuni istanti prima di staccarci. Risi divertita appena ci riguardammo. “Credevo che Dracula mi avrebbe baciata sul collo!” lo provocai com’era mio solito. “Ooooooooh, ora capisco perché ti sei vestita da damima indifesa!” rispose subito. “Secondo te perché ho tutti questi strappi? Volevo rendere il tutto più veritiero!” sorrisi. “Allora ti farà piacere sapere che queste lenti a contatto mi stanno uccidendo … tutto per la tua veridicità!” rispose, sbattendo la palpebra ripetutamente. “Se ti dava così fastidio potevi andarci con qualcun’altra alla festa in maschera.” Mi staccai offesa, ma ero certa si sarebbe fatto perdonare … “Nessun’altra sarebbe stata la degna sposa del Conte di Transilvania!” enfatizzò, giocando con mantello e canini fasulli. Non riuscii a contenermi! Dipingere così un vampiro era troppo divertente, una parodia fin troppo irresistibile se non offensiva, decisamente stupida. Sorrisi con sguardo malizioso ... “Sarebbe stato comprensibile comunque, in fondo non mi conosci così bene come le tue compagne di classe!” lo vidi pensarci, mentre io rammentavo quel nostro primo incontro in una sera nebbiosa …
C’era una fiera in città ed era stracolma di gente da ogni dove. Adoravo le piccole bancarelle di artigianato, più i manufatti erano antichi più li sentivo miei … Fu allora che quel giovane mi rivolse la parola, commentando l’oggetto che stavo osservando. “Splendido anello … è dell’ ‘800?” mi chiese invadente. “‘700 per l’esattezza!” lo corressi, mentre controllavo si trattasse di quel pezzo che cercavo. Mentre lo compravo, certa del suo valore, mi perseguitò di chiacchiere assurde e poi mi fece la domanda fatidica. Quella che a me non si dovrebbe mai fare … Mi chiese di uscire: “Ti va di venire a mangiare un boccone con me, adesso?” Lo guardai male e poi gli risposi distrattamente. “Per tua fortuna ho già mangiato!” esclamai, cercando di levarmelo di torno. Approfittai di un suo attimo di distrazione per dileguarmi … “Vuoi dire per mia sfortu …” un attimo e puff ero nebbia. Chi avrebbe mai sospettato lo avrei rivisto e che alla fine lo avrei trovato “appetitoso”. La “fame” fa brutti scherzi …
“Tutto di te mi attrae … non riesco a starti lontano …” quelle parole accentuarono la mia voglia di lui. Era così dolce ed ingenuo … Un esserino così fragile ed indifeso … Mi limitai a sorridere contenendomi, accarezzandogli la guancia. “Torniamo nel salone, a quest’ora tutti i cavalieri avranno acchiappato la loro dama.” Lui annuì. Il gioco doveva essersi concluso. “Sì, andiamo!” disse voltandosi. Gli concessi qualche passo di vantaggio … fin troppo facile … La mia gola era riarsa, bramava terribilmente d’essere dissetata. Mi lasciai pervadere dall’euforia, mentre le mie iridi si riempivano del colore del mio desiderio. Rosso un rosso sangue … Sorrisi, mentre i canini, improvvisamente zanne, risplendettero. “Lilith, allora non vieni?”la mia preda si era voltata ignara e tutto quello che ricevette in risposta fu un’altra domanda … “Dolcetto o scherzetto?” sibilai affamata, mentre le nuvole ridivenivano mie alleate … La risposta fu un urlo nelle tenebre, in una notte dove la luna si tinse di rosso … La preda era diventata cacciatrice … Una trappola fin troppo semplice …
Lo so che non sta bene giocare con il cibo, ma ad Halloween tutto è concesso a noi figli delle tenebre … Questa è la nostra notte ed anche io volevo le mie caramelle!
Io ne indico ma si iscrivono davvero in pochi U.U non richiamano molto T__T
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Bravissima Kira!! Fate quanta più pubblicità possibile!! Così anche il forum ne può giovare! Kya che bello anche tu ti unisci a noi!! Se hai bisogno di tempo tranq, basta avvisare!!
...Esistono dei giorni che rimarranno indimenticabili per tutta la tua vita.Non potrai mai scordarli. Non ce la fai tu.. Non ce la fa la tua mente..ma soprattutto non ce la fa il tuo cuore.. Giorni che vorresti rivivere ancora…Tornare indietro nel tempo e provare di nuove le stesse forti emozioni che li hanno resi unici.. diversi dagli altri.. impossibili da scordare..Li rivivi nelle foto e in quelle canzoni...Capirai di non poterli cancellare..sono indelebili..capirai di non poterli dimenticare..fanno parte di te…
...era il paradiso al centro esatto dell'inferno..
"...Ecco il legame di cui avevo bisogno ..la prova per quanto remota,che da qualche parte nello stesso mondo in cui vivevo io LUI esisteva.."
"..Ottobre, novembre, dicembre, gennaio...il tempo passa.Passa anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera diseguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa.Anche per me".
"..ChiUnQuE abBia mAi AmAtO pOrTa uNa CicAtRicE... " (De Musset)
"Tu mi ami" dissi meravigliata. La sensazione di certezza e convinzione mi assalì di nuovo. Malgrado l'ansia nel suo sguardo, sfoderò il sorriso sghembo che tanto adoravo. "E' così, davvero" Il mio cuore si gonfiò a tal punto da rischiare di esplodere. Mi riempì il petto, mi lasciò senza fiato. Mi desiderava davvero come desideravo lui: per sempre.
Group: Co-Admin Posts: 2778 Location: dall'Isola di Esme
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Bene direi di posticipare la scadenza a sabato ok? Kya ce la fai??
...Esistono dei giorni che rimarranno indimenticabili per tutta la tua vita.Non potrai mai scordarli. Non ce la fai tu.. Non ce la fa la tua mente..ma soprattutto non ce la fa il tuo cuore.. Giorni che vorresti rivivere ancora…Tornare indietro nel tempo e provare di nuove le stesse forti emozioni che li hanno resi unici.. diversi dagli altri.. impossibili da scordare..Li rivivi nelle foto e in quelle canzoni...Capirai di non poterli cancellare..sono indelebili..capirai di non poterli dimenticare..fanno parte di te…
...era il paradiso al centro esatto dell'inferno..
"...Ecco il legame di cui avevo bisogno ..la prova per quanto remota,che da qualche parte nello stesso mondo in cui vivevo io LUI esisteva.."
"..Ottobre, novembre, dicembre, gennaio...il tempo passa.Passa anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera diseguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa.Anche per me".
"..ChiUnQuE abBia mAi AmAtO pOrTa uNa CicAtRicE... " (De Musset)
"Tu mi ami" dissi meravigliata. La sensazione di certezza e convinzione mi assalì di nuovo. Malgrado l'ansia nel suo sguardo, sfoderò il sorriso sghembo che tanto adoravo. "E' così, davvero" Il mio cuore si gonfiò a tal punto da rischiare di esplodere. Mi riempì il petto, mi lasciò senza fiato. Mi desiderava davvero come desideravo lui: per sempre.